Il mercoledì del salvagente presenta:  Come depotenziare le tue convinzioni irrazionali
Il mercoledì del salvagente presenta: Come depotenziare le tue convinzioni irrazionali

Nel precedente articolo abbiamo parlato di locus of control, e delle convinzioni come modalità che influenzano il nostro agire e le nostre relazioni.

Quali convinzioni hai individuato la settimana scorsa?

Probabilmente, ti sarai reso conto della pressione esercitata da certe convinzioni, acquisite a partire dall’infanzia o dall’adolescenza.

Bene, affiniamo gli strumenti a nostra disposizione.

Come Professionista preferisco rivolgermi a tutti gli approcci e gli spunti teorici che incontro. Cerco di integrarli, dove possibile, con la mio background formativo legato alla Psicoterapia della Gestalt. Oggi prenderò in prestito gli strumenti afferenti alla Terapia Razionale Emotiva di Ellis.

Piccolo cenno teorico.

Aroon Beck formula il concetto di Belief System, il “sistema di convinzioni razionali e irrazionali che compaiono nella mente di un individuo in seguito ad un evento attivante”. Tale concetto verrà ripreso da Albert Ellis nel riformulare la terapia relazionale emotiva.

In parole povere, le convinzioni sono l’insieme delle verbalizzazioni che una persona dice a se stessa, quando, ad esempio, deve svolgere un compito o in seguito ad un evento. Un esempio di convinzione irrazionale “ mia moglie mi ha lasciato, non troverò mai una donna come lei, non doveva farlo!” mentre una razionale “ mia moglie mi ha lasciato, sono triste per questo ma posso vivere lo stesso anche se all’inizio sarà dura!

Le convinzioni rappresentano la bussola della nostra vita e anche la lente con la quale guardiamo il mondo.

Possiamo identificare 3 tipiche forme di Convinzioni, dotate di una precisa struttura logico-formale.

  • Convinzioni di causa: Se credi che “x” causa qualcosa, allora il tuo comportamento sarà diretto a fare in modo che x accada o se ciò ha conseguenze negative, a fare in modo che non accada. “Se penso che il condizionatore mi fa ammalare perché diffonde i batteri in aria, allora lo terrò spento!”
  • Convinzioni di significato: insieme di regole, informazioni, deduzioni che sono legate al valore esperienziale di un evento, all’importanza o alla necessità. “se divento ricco, divento materialista
  • Convinzioni sull’ identità (o di valore): la più complessa delle 3. Include le precedenti e aggiunge il confine personale, il giudizio di merito o di conferma su sè stessi. Le convinzioni sull’identità sono: “io non valgo niente”, “Io non merito il successo”.

 

COME SI RICONOSCONO LE CONVINZIONI IRRAZIONALI NELLA DIPENDENZA AFFETTIVA?

 

  • Di solito sono legate a ciò che puoi o non poi fare, o con ciò che devi o non devi fare. “io devo placare la tensione” o “non devo piangere”, “devo fare il bravo”.
  • Sono precedute da  “non lo so”, ” forse”, ” non lo so fare”. 
  • Sono spesso costruite nella forma SE/ALLORA “se mi faccio il bravo allora non verrò punito”, oppure “se non sono ubbidiente, allora sarò sgridata”.
  • Immagina una piramide a 4 livelli.  A livello base, le tue convinzioni sono costituite da opinioni, “è umiliante andare a letto con una persona la prima sera, ma non posso fare altrimenti ”. Ti renderai conto che esse formano regole, “devo mostrarmi interessata fin da subito”, e assunzioniSe non mi concedo, correrà via da me e allora penserà che non sono per nulla interessante”. A livello superiore ,si colloca la matrice di tutte le  credenze “ Io non posso essere amato da nessuno ”
  • Alla fin fine c’è sempre un desiderio negato, un bisogno celato.

Scopo della terapia è favorire una verbalizzazione delle convinzioni, favorendo una riflessione nella persona delle alternative più efficaci.

Fine dell’excursus teorico,
Ecco il salvagente!

 

Nella nostra storia di vita, l’ambiente ha inciso drasticamente nel determinare quali convinzioni ci portiamo con noi.

Per affrontarle, è necessario comprendere quali caratteristiche dell’esperienza fanno sì che tale situazione diventi effettivamente un problema.

 

Puoi iniziare cercando di rispondere alle seguenti domande:

  • come mi fa sentire la situazione ( attento al corpo e ai segnali che invia!! Nella prima pagina del sito troverai il form da compilare per scaricar il mio ebook gratuito contenente un esercizio utile per te.. https://www.iacopopierotti.it/ )
  • cosa mi impedisce di fare?
  • che significato ha per me l’evento?
  • quali scopi mi impedisce di raggiungere?
  • Cosa temo possa succedere nella peggiore delle ipotesi?
  • Che cosa penseranno gli altri di me?

Ti faccio un Esempio, legato alla dipendenza affettiva.

Una paziente riportò questa convinzione “Devo impegnarmi al massimo per lui ( il mio compagno). Se non do il massimo non piacerò a nessuno”. Approfondimmo ancora: “Non devo mai distinguermi dagli altri”, “non devo emergere, ma rimanere modesta”, “ se non faccio tutto, allora lui mi lascerà per sempre, come fece mio padre!”. Quello che emerse fu un vissuto di colpevolizzazione e di attribuzione a sé delle responsabilità per la “fuga” da padre. Le proposi l’esercizio che segue.

ESERCIZIO PER LE TUE CONVINZIONI IRRAZIONALI

Far sparire le convinzioni irrazionali con un colpo di bacchetta magica è impossibile.

Senz’altro possiamo iniziare a ridefinirne gli spazi, a prendere dimestichezza con le nostre convinzioni, a togliere via via importanza.

Nell’ottica del Un passo alla Volta, ti lascio un esercizio che ho trovato molto utile per depotenziare le convinzioni irrazionali, in particolare quelle relative alla responsabilità che ti attribuisci.

TORTA DELLE RESPONSABILITÀ’

Prendi in considerazione delle convinzioni in cui attribuisci a te la responsabilità come, ad esempio:

sono io l’unico responsabile della felicità altrui” oppure “ Devo rimproverare solo me stesso per com’è andata!”.

Potete visualizzare un diagramma a torte, quelli che costruivi a scuola. Ecco un esempio:

 

Ecco i passi dell’esercizio !
  1. Pensa a una convinzione, ad una questione chiave della tua vita, un problema in cui ti ritieni responsabile e che ti suscita rimorso o rabbia.
  2. Poi, domandatevi: “Chi è il vero responsabile della situazione?” E scrivi la domanda. 
  3. Dividi la torta in segmenti, e scrivi il nome della persona titolare in ogni fetta, protagonista nella vicenda. Non saltare nessuno dei protagonisti che direttamente o indirettamente hanno partecipato alla situazione particolare.
  4. Adesso, guarda la torta e soffermati su di essa. Che effetto ti fa darti quella percentuale di responsabilità?
  5. Prova a formulare la lista di prove a favore e contro la tua responsabilità. 
  6. Infine, vedi se desideri cambiare qualcosa nella torta, magari distribuendo responsabilità anche ad altri.
CONCLUSIONE

L’esercizio presentato, se fatto con attenzione, può aiutarti a ponderare attentamente la tua VERA responsabilità e a prendere distacco da alcune convinzioni che, fino a questo momento, avevi considerato come verità indissolubili.

Disegnando la torta della responsabilità,ad esempio, la paziente si accorse di essersi accollata per anni colpe altrui, e con esse la convinzione di aver meritato i comportamenti denigratori degli altri.

A me è servito

Mi auguro anche a te

Iacopo

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