Il mercoledì del Salvagente
Il mercoledì del Salvagente
Il Salvagente Affettivo,
ovvero,
Come fare centro su se stessi senza proporti (false) soluzioni miracolose!

 

Cosa NON è un salvagente: Non citerò aforismi sull’amore, non prenderò in considerazione soluzioni o strategie brevi che faranno sparire ogni tua problematica come un colpo di bacchetta magica.

Cosa È un salvagente: Uno strumento utile se: 1) non sai da che parte iniziare con la dipendenza affettiva; 2) ti trovi con l’acqua alla gola e non sai, ad esempio, come affrontare un distacco o una discussione. Posso proporti, a seconda dei casi, qualche utile suggerimento per incentivare una tua riflessione su tematiche inerenti la dipendenza affettiva.

Perchè questo preambolo?

La maggior parte dei contributi offerti su internet, FB o Youtube, si intitolano così: “4 strategie per uscire dalla dipendenza affettiva” oppure “5 modi per superare la dipendenza affettiva”. Altri contributi fanno perno sulla tempistica: “Esci dalla dipendenza affettiva in 3 mosse o in tempi brevi!”

Inutile dirti come la penso!

Per esperienza personale, NON si esce dalla dipendenza affettiva utilizzando 4 o 5 strategie.
Lo ripeterò all’infinito.

 Ognuno di noi ha un proprio vissuto personale. Ognuno di noi perpetua scelte basate su convinzioni formate durante la propria vita e utilizza modalità di stare in relazione con l’altro apprese in ambiente familiare e sociale, spesso controproducenti e inconsapevoli. Tali convinzioni agiscono sullo sfondo della tua esperienza, indirizzandoti verso una relazione piuttosto che un’altra, allo scopo di soddisfare bisogni non accolti precedentemente.

Per prenderne consapevolezza ci vuole ” il giusto quantitativo di tempo” ; solo nella relazione di fiducia e rispetto che si viene a creare con una persona, il terapeuta, si può dare il via al percorso di riscoperta della propria unicità e dei bisogni non espressi. Compiendo soprattutto, dei piccoli passi…

Preferisco proporti dei piccoli salvagenti, che possono aiutarti a riconoscere una relazione tossica, a trovare nuove risorse o sviluppare una maggiore consapevolezza di te tramite riflessioni o quesiti.

Iniziamo proprio dalla consapevolezza.

Ti faccio una domanda!
Dove cerchi approvazione?

“facevo delle cose per lei solo per avere la sua approvazione, che mai arrivava!” disse un paziente.

Desiderare l’approvazione quando questa scarseggia, può diventare una dipendenza vera e propria e può indurci a cercala ovunque, in modo indiscriminato.

1954: Julian Rotter teorizzò il concetto di Locus Of Control, ossia la capacità di attribuire i risultati ottenuti a sé stessi o all’altro. Se, ad esempio, ho appena vinto una partita di Ping Pong posso attribuire il risultato della contesa alle mie capacità o, al contrario, posso dire che ho avuto solo fortuna senza lodarmi.  In poche parole, il Locus of control rappresenta l’atteggiamento di fondo che influenza le nostre azioni e inevitabilmente anche i risultati che ne derivano.

Naturalmente, ricorriamo all’uno o all’altro in base alle situazioni o alle abitudini apprese.

Attribuire i risultati alle proprie capacità aiuta a responsabilizzarci.Tuttavia, quando avviene un inevitabile insuccesso la causa sarà sempre della persona, producendo un effetto di colpevolizzazione.

Attribuire e valutare la portata dei nostri successi o degli insuccessi all’esterno, ad esempio alla reazione di un genitore o in età adulta del partner, ci fa sentire al sicuro dalla colpa ma a lungo termine provoca deresponsabilizzazione e ritiro; come la rena scivola dalle mani, la persona può provare una costante sensazione di mancanza di controllo in situazioni che richiedono un suo intervento diretto.

Se vivi una relazione caratterizzata da dipendenza affettiva probabilmente il tuo locus o control ESTERNO sarà MOLTO più forte di quello interno.

Ti faccio un esempio pratico.

Un paio di pazienti che ho seguito hanno avuto molta difficoltà a guardare e a valutare sé stessi. In più di un’occasione delegarono a me questa responsabilità. Rimasi molto colpito dal loro atteggiamento. In seguito, presi la decisione di mettere in chiaro che non spettava a me fare questa riflessione e lasciai loro la “patata bollente”, accompagnandoli nelle loro difficoltà.

 Grazie a questo intervento i due pazienti hanno avuto la possibilità di aumentare la loro consapevolezza rispetto al loro locus of control.

Entrambi avevano delegato questo compito agli altri in più di un campo della loro vita. Raccontarono di genitori iperprotettivi sempre pronti a disapprovare il loro comportamento, a criticare i loro insuccessi senza rimarcare positivamente quando ottenevano buoni risultati. Chiaramente la loro autostima ne aveva risentito molto e, nel tempo, hanno assunto la convinzione (irrazionale) che la loro opinione e il loro valore non contassero molto e che dovevano essere gli altri a valutarli.  

Hanno così sviluppato il bisogno di sentirsi dire, una volta per tutte,il “BRAVO figlio mio!” che non hanno mai avuto modo di sentire da piccoli

Uno di loro disse che negli anni aveva imparato come rendersi piacevole dicendo SI in continuazione alle richieste degli altri, soprattutto della sua partner. Il tutto per avere la sua approvazione.

Insomma, tutto dipendeva da cosa loro facevano piuttosto che da chi erano.

La riflessione del mercoledì è questa:
In questo momento della tua vita, dove cerchi approvazione?

 

  • Metti attenzione al tuo Locus o Control, esaminando le “condizioni di valore” le origini e l’utilità di alcune convinzioni e comportamenti.
  • Poni attenzione alle attribuzioni all’esterno e cerca di “rafforzare” il locus of control interno.

 

Rispondere prestando attenzione a questi punti costituisce un primo passo per tornare a RICONQUISTARE la responsabilità della TUA VITA!

un abbraccio 

Iacopo

per chiarimenti , richieste e quant’altro scrivimi in privato:

info@iacopopierotti.it

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